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Scuola: Save the Children, nel Lazio il 58,4% dei bambini della scuola primaria ha accesso al tempo pieno, la più alta a livello nazionale.

Scuola: Save the Children, nel Lazio il 58,4% dei bambini della scuola primaria ha accesso al tempo pieno, la più alta a livello nazionale.
Settembre 07
13:16 2024

Scuola: Save the Children, nel Lazio il 58,4% dei bambini della scuola primaria ha accesso al tempo pieno, la più alta a livello nazionale. Il 42,4% degli alunni della primaria e secondaria di primo grado fruisce di una mensa. Il 43,1% delle scuole ha una palestra

Al Lazio più di 52 milioni di euro del PNRR per 94 interventi per potenziare l’offerta di mensa, tempo pieno e palestre. In testa per numero di progettiRoma, ma la distribuzione tra le province è disomogenea.

Dall’analisi dei progetti PNRR avviati fino a oggi, c’è il rischio che molte province italiane dove si concentrano le famiglie in condizioni socioeconomiche di svantaggio restino ancora indietro, senza ridurre le disuguaglianze

L’Organizzazione presenta il Rapporto “Scuole disuguali. Gli interventi del PNRR su mense, tempo pieno e palestre”, con un’analisi della distribuzione degli investimenti e degli interventi del PNRR a livello provinciale e chiede al Governo di definire e finanziare Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) che garantiscano eque opportunità educative, a partire dall’accesso alla mensa e al tempo pieno nella scuola primaria, assicurando la gratuità del servizio mensa ai bambini in condizione di povertà 

La scuola in Italia è attraversata da profonde diseguaglianze nell’offerta dei servizi educativi, che compromettono i percorsi di crescita di bambini, bambine e adolescenti, soprattutto nelle regioni del Sud e delle Isole, dove si continuano a registrare, nonostante i miglioramenti, livelli di dispersione scolastica tra i più alti in Europa[1]. Eppure, soprattutto in queste regioni, dove il bisogno è maggiore, le risorse e gli interventi del PNRR per l’istruzione già avviati – nonostante gli sforzi compiuti – non sono sufficienti a colmare i gravi divari esistenti.

Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine e garantire loro un futuro – che, in occasione della ripresa dell’anno scolastico, diffonde il Rapporto “Scuole disuguali. Gli interventi del PNRR su mense, tempo pieno e palestre”.

Il Rapporto approfondisce, in particolare, le diseguaglianze territoriali nell’offerta di spazi e servizi educativi a scuola – dalla mensa al tempo pieno e alle palestre – e analizza, attraverso un confronto puntuale della distribuzione degli interventi e delle risorse a livello provinciale, se e in quale misura gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) già avviati possano contribuire a ridurre i divari esistenti.

Dall’analisi di Save the Children su alcuni degli interventi relativi alla Missione Istruzione finanziati dal PNRR e già avviati, emerge una distribuzione disomogenea degli interventi tra le province più svantaggiate e la necessità di integrare le risorse del PNRR con altri investimenti per garantire livelli essenziali delle prestazioni per l’accesso alle mense scolastiche, e così al tempo pieno, nelle scuole primarie e secondarie di I grado, nonché la presenza di palestre scolastiche su tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree del Paese dove la scuola rappresenta spesso l’unica opportunità per bambini, bambine e adolescenti di praticare attività sportiva.

Con il PNRR, il Lazio ha avviato 94 interventi per mense, tempo pieno e palestre – di cui 64 per la costruzione, ristrutturazione o riqualificazione di spazi mensa e 30 per il potenziamento delle strutture sportive – per un valore complessivo di 52 milioni e 171 mila euro. Le città che hanno avviato un maggior numero di interventi sono Roma, con 40 progetti del valore di oltre 24 milioni di euro, e Frosinone, con 19 del valore di 12 milioni e 681 mila euro. Seguono le province di: Viterbo (17 progetti del valore di 7 milioni e 424 mila euro), Latina e Rieti (9 interventi del valore rispettivamente di 4 milioni e 113 mila euro e 3 milioni e 739 mila euro).

Con il PNRR, le regioni del Centro hanno avviato 213 interventi del valore di 139 milioni e 340 mila euro, Nord 428 del valore di 345 milioni e 650 mila euro, il Mezzogiorno 767 del valore di 381 milioni e 932 mila euro.

Il PNRR, con un investimento complessivo di oltre 17 miliardi di euro destinati al Ministero dell’Istruzione e del Merito[2], rappresenta un’occasione unica per garantire uguali opportunità a tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti, soprattutto in territori dove la povertà minorile è più accentuata e le famiglie affrontano maggiori difficoltà economiche. A partire dalla mensa e dal tempo pieno o prolungato, servizi essenziali di contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, che nel Lazio è del 6,1%, inferiore alla media nazionale (10,5%): ad oggi, poco più di un bambino su due della scuola statale primaria ha accesso alla mensa (55,2%) e solo il 10,5% nella secondaria di I grado, con profonde differenze territoriali. Se nelle regioni del Centro e del Nord si concentrano le province con oltre il 50% di accesso al servizio da parte degli alunni della scuola primaria e secondaria di I grado con punte del 70% e oltre a Biella e Monza e della Brianza, fino al 91,3% della Provincia Autonoma di Trento – gran parte delle province del Sud sono sotto la media nazionale (che è del 36,9%, considerando sia scuole primarie che secondarie di I grado)[3].

Nel Lazio il 42,4% degli alunni della primaria e della secondaria di I grado accedono alla mensa a scuola (la media nazionale è del 36,9%). Per quanto riguarda, invece, il tempo pieno, ne usufruisce il 58,4% dei bambini della primaria – la percentuale più alta a livello nazionale insieme a Toscana (55,5%) e Lombardia (55,1%).

Dall’analisi svolta da Save the Children sui 975 interventi del PNRR (presenti sulla piattaforma ReGIS a giugno 2024[4]) avviati per ampliare l’offerta di mense scolastiche, emerge che alle regioni del Sud e delle Isole è stato destinato il 38,1% delle risorse[5], sebbene queste risorse finanzino circa il 50% del totale dei progetti. Dall’analisi provinciale dei fondi del PNRR investiti sino ad oggi, si rileva che queste risorse, senz’altro utili per ampliare l’offerta complessiva, stanno producendo un impatto disomogeneo nella riduzione delle disuguaglianze territoriali. Le sei province dove gli studenti che usufruiscono della mensa sono meno del 10% – ovvero Agrigento, Foggia, Catania, Palermo, Siracusa e Ragusa – hanno ricevuto finanziamenti per 49 interventi di costruzione, ristrutturazione o riqualificazione di spazi mensa per un valore di circa 21 milioni 500 mila euro, pari a 2,1 progetti ogni 10 mila studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Di contro, le sei province con le più alte percentuali di alunni che usufruiscono del servizio mensa a livello nazionale (oltre il 65%) – ovvero Trento, Biella, Monza e della Brianza, Verbano-Cusio-Ossola, Udine e Milano – hanno ricevuto 30 milioni di euro per 34 progetti, pari a 1,8 progetti ogni 10 mila studenti.

Nelle province più svantaggiate per l’offerta del servizio mensa e del tempo pieno si concentra anche la percentuale più alta di studenti provenienti da famiglie con un livello socioeconomico basso[6]: sono il 26,4% nelle province dove meno del 10% degli studenti usufruisce della mensa (contro il 17,2% di quelle dove oltre il 65% degli alunni accede alla mensa).

Dall’analisi di Save the Children emerge, inoltre, che anche tra le stesse province più svantaggiate la distribuzione degli interventi per l’accesso al servizio mensa è disomogenea. Ad esempio, Latina che registra la minore percentuale di accesso alla mensa scolastica della regione (10%) ha avviato solo 7 interventi del valore di 3 milioni e 475 mila euro, pari a 1,7 interventi ogni 10mila studenti, mentre Frosinone (al secondo posto per accesso alla mensa nella regione, 16,8%) ha avviato 12 progetti per 6 milioni e 394 mila euro, pari a 3,8 interventi ogni 10mila studenti. La provincia di Roma – che registra la più alta percentuale di alunni che usufruiscono della mensa a livello regionale, 48.5% – ha avviato il maggior numero di interventi (29 per un valore di 17 milioni e 461 mila euro), ma registrando solo 1,1 interventi ogni 10mila studenti, mentre Rieti 5 del valore di 983 mila euro, ma con 5,5 interventi ogni 10mila studenti, e Viterbo 11 del valore di 4 milioni e 842 mila euro, per 5,7 interventi ogni 10mila studenti.

La mensa scolastica è fondamentale per garantire a studentesse e studenti, soprattutto quelli in condizioni di maggior bisogno, il consumo di almeno un pasto sano ed equilibrato al giorno. È, inoltre, un servizio indispensabile nell’ottica di incentivare l’estensione del tempo pieno e quindi di potenziare l’offerta formativa, con benefici sia per i ragazzi, sia per le famiglie con effetti positivi in particolare per l’occupazione femminile[7]. Eppure solo due alunni della scuola primaria su cinque beneficiano del tempo pieno – con le percentuali più basse in Molise (9,4%), Sicilia (11,1%) e Puglia (18,4%), le più alte nel Lazio (58,4%), in Toscana (55,5%) e in Lombardia (55,1%) – e solo poco più di un quarto delle scuole (il 28,1% delle classi della primaria e secondaria di I grado) offrono il tempo prolungato.

Anche la possibilità di praticare attività sportiva a scuola in una palestra rappresenta una grande opportunità per la crescita di bambine, bambini e adolescenti. Ma, ad oggi, meno della metà (il 46,4%) delle scuole statali primarie e secondarie (I o II grado) hanno una palestra. Il Lazio con il 43,1% di scuole con palestra è al di sotto della media nazionale. Dall’analisi di Save the Children sui 433 interventi del PNRR registrati sul ReGIS per costruire o riqualificare le palestre a scuola[8] emerge che il 62,8% è stato avviato nelle regioni del Sud e delle Isole, a cui sono stati destinati il 52,7% dei fondi complessivi. Il Lazio ha ricevuto 19 milioni di euro per 30 progetti di potenziamento delle strutture sportive a scuola. Rieti e Latina sono le province con la percentuale più bassa della regione di scuole con palestra (36,7% e 37,4%), ma Rieti ha dato via alla realizzazione di 4 interventi del valore complessivo di 2 milioni e 755 mila euro, pari a 3,4 interventi ogni 100 scuole, mentre Latina solo 2 interventi per risorse pari a 637 mila euro, pari a 0,8 progetti ogni 100 scuole. Roma ha avviato il numero maggiore di progetti (11) per un valore di 6 milioni e 750 mila euro, pari a 0,9 interventi ogni 100 scuole. Segue Frosinone che ha ricevuto 6 milioni 287 mila euro per l’avvio di7 interventi, pari a 4,4 ogni 100 scuole. Infine, Viterbo ha avviato 6 progetti per un valore di 2 milioni e 581 mila euro, pari a 3,8 ogni 100 scuole.

In generale, i 433 interventi sulle strutture sportive scolastiche avviati con il PNRR – sebbene rappresentino un passo importante per promuovere l’educazione motoria a scuola – sono insufficienti a garantire la copertura di palestre su tutto il territorio nazionale e a ridurre i divari tra le province[9], soprattutto nei territori dove la scuola spesso rappresenta l’unica opportunità per bambini e adolescenti di praticare attività sportiva. In Italia, un minorenne su tre (31,5%) che proviene da famiglie con scarse o insufficienti risorse economiche non pratica attività sportive[10] e tra gli adolescenti di 15-16 anni il 16,2% rinuncia a fare sport perché troppo costoso[11].

“Il problema che abbiamo davanti come Paese non è solo riuscire a garantire la tabella di marcia della spesa, ma fare in modo che le risorse del PNRR raggiungano effettivamente i territori dove i bambini e le bambine scontano le maggiori difficoltà nel percorso educativo. Il PNRR rappresenta un’occasione unica per superare le disuguaglianze di offerta educativa tra nord e sud, tra centri urbani e aree interne. Ma dall’analisi della distribuzione delle risorse e degli interventi ad oggi avviati, l’obiettivo di riequilibrio sembra raggiunto solo parzialmente. È un campanello di allarme che deve spingere a realizzare al più presto un’analisi di impatto sulla povertà educativa di tutti gli investimenti della missione 4 del PNRR, dedicati all’istruzione, in corso ed in programma. Nei territori più svantaggiati, è necessario integrare le risorse del PNRR con altri fondi disponibili, per garantire un’offerta di servizi educativi a tutti i minori. Allo stesso tempo, giunti a questa fase del percorso, le istituzioni tutte, per i diversi livelli di responsabilità, devono attrezzarsi per garantire la copertura dei costi di funzionamento dei nuovi servizi in via di attivazione grazie al PNRR – le mense così come gli asili nido – senza che l’aggravio di spesa corrente vada a ricadere solo sui comuni più virtuosi o sulle famiglie, e senza correre il rischio che i nuovi spazi, una volta pronti, restino chiusi per mancanza di risorse umane ed economiche, come purtroppo già tante volte è accaduto in passato” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children Italia.

La scuola rappresenta uno spazio essenziale in cui dare a bambini, bambine e adolescenti uguali opportunità di crescita, contrastando la povertà educativa che oggi rappresenta più che mai un’emergenza. Il futuro dei giovani va messo al centro dell’agenda politica, è l’investimento più importante per lo sviluppo del Paese. Per garantire i diritti dei minori su tutto il territorio è fondamentale definire e finanziare Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) che assicurino eque opportunità educative, a partire dall’accesso alla mensa scolastica e al tempo pieno nella scuola primaria. Chiediamo quindi al Governo di determinare in tempi rapidi i LEP sulla mensa e il tempo pieno alla scuola primaria, assicurando la gratuità del servizio mensa ai bambini in condizioni di povertà; di stabilire un piano di riforme strutturali e di investimenti strategici adeguati per garantirne l’adozione, agendo in tal modo sui divari territoriali che con l’autonomia differenziata rischiano di aggravarsi ulteriormente”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children Italia.

La presenza di servizi e infrastrutture a scuola, come il tempo pieno, la mensa e le palestre, sono fondamentali per contrastare la dispersione scolastica – che in alcune regioni italiane, nonostante il trend in diminuzione, resta tra i più alti d’Europa con un tasso di Early School Leavers in Sardegna del 17,3%, in Sicilia del 17,1% e in Campania del 16%[12] – perché offrono a bambini e adolescenti l’opportunità di partecipare ad attività educative, ricreative, culturali e sportive e influenzano positivamente i percorsi di apprendimento. A questo proposito, nel 2012 Save the Children con il progetto Fuoriclasse avvia un intervento integrato rivolto a studenti, docenti e famiglie, attraverso attività a supporto della motivazione e dell’apprendimento – dai laboratori ai campi scuola, dall’accompagnamento allo studio ai percorsi di inclusione e alla promozione di spazi di dialogo tra docenti e studenti –, al fine di contrastare la dispersione scolastica. Nel 2017 nasce Fuoriclasse in Movimento, la rete di scuole promosse da Save the Children – presente anche nelle città di Roma,Anzio, Aprilia, Ardea, Nemi, Artena, Castel Gandolfo e Rignano Flaminio –impegnata nella promozione della partecipazione studentesca e nel potenziamento delle competenze dei docenti sui temi della didattica inclusiva, oltre che nel sostegno dell’alleanza con le famiglie e le comunità educanti del territorio e la promozione di buone pratiche tra le scuole. Ad oggi, la rete di Fuoriclasse in Movimento coinvolge 250 scuole primarie e secondarie di I grado e circa 29.500 studenti e studentesse, 2.600 docenti e dirigenti[13].

Un video commento sul Lazio di Raffaela Milano, Direttrice Ricerche di Save the Children, è disponibile al link: https://vimeo.com/1005488111/b15e6addf8

La versione integrale del rapporto “Scuole disuguali. Gli interventi del PNRR su mense, tempo pieno e palestre” è disponibile al link: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/scuole-disuguali                                                                                         

Per ulteriori informazioni:

Tel. 3385791870 – 3389625274 -3409367952 -3316676827

ufficiostampa@savethechildren.org

www.savethechildren.it

[1] La Sardegna registra un tasso di Early School Leavers del 17,3%, la Sicilia del 17,1% e la Campania del 16%. Anche la Provincia Autonoma di Bolzano registra un tasso di ESL superiore alla media europea (16,2%). Fonte: Istat,Rapporto BES 2023, 2024

[2] A seguito della rimodulazione degli stanziamenti avvenuta a dicembre 2023, al Ministero per l’Istruzione e il Merito sono assegnate (nell’ambito della Missione 4 e di altre Missioni) risorse per 17,059 miliardi di euro (erano 17,594) (fonte: Servizio Studi Camera e Senato, Dossier sul Monitoraggio attuazione del PNRR – I traguardi e gli obiettivi al 30 giugno 2024, 24 luglio 2024, Tabella pag. 8, https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01425597.pdf). Se consideriamo solo la Missione 4 (che include anche l’Università), sono 19,08 i miliardi assegnati dopo la rimodulazione (fonte: ASTRID/Fondazione Agnelli, Il PNRR per scuola e università: a che punto siamo?, 2024)

[3] Elaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito per Save the Children (Open Data Istruzione, in riferimento all’anno scolastico 2021-22). Il numero di scuole che non hanno comunicato i dati relativi al servizio mensa e al tempo pieno è limitato e non inficia la validità del dato aggregato a livello provinciale.

[4] La piattaforma ReGIS è la piattaforma unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, gli Enti Locali ed i soggetti attuatori, possono compiere tutta una serie di operazioni per rispettare gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR. Fonte: https://area.rgs.mef.gov.it/canali/230/bacheca/news/666665/regis:_la_piattaforma_e_le_iniziative_per_il_pnrr; Cfr. anche https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/Interventi/regis—il-sistema-gestionale-unico-del-pnrr.html

[5] La percentuale del 38,1% del totale delle risorse al sud e Isole, si riferisce ai progetti relativi alle mense caricati a giugno 2024 sulla piattaforma Regis, e fotografa quindi esclusivamente gli stanziamenti destinati ai progetti avviati a quella data, e non il totale delle risorse. Quindi non se ne può trarre un giudizio definitivo circa la percentuale di destinazione al Sud e alle Isole.

[6] Si fa riferimento all’indicatore ESCS – Economic Social and Cultural Status – misurato dall’INVALSI, che definisce lo status sociale, economico e culturale di studenti e studentesse che partecipano alle prove INVALSI (scuola primaria e secondaria di I e II grado), calcolato tenendo conto dello status occupazionale e del livello di istruzione dei genitori, oltre che del possesso di alcuni beni materiali. Si considerano come maggiormente svantaggiati gli studenti i quali si collocano nel 20% più basso (I quintile) di tale distribuzione. Il dato fa riferimento alla media della percentuale di studenti che si collocano nel primo quintile nella scuola primaria, secondaria di I grado e di II grado. Si è preferito utilizzare la media relativa ai diversi gradi d’istruzione perché rappresenta meglio la condizione socioeconomica del territorio di riferimento (in questo caso le province) degli studenti.

[7] Sulla condizione lavorativa delle madri cfr. Save the Children, Le equilibriste. La maternità in Italia, 2024: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia-nel-2024

[8] Presenti sulla piattaforma ReGIS, la piattaforma unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, gli Enti Locali ed i soggetti attuatori, possono compiere tutta una serie di operazioni per rispettare gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR. Fonte: https://area.rgs.mef.gov.it/canali/230/bacheca/news/666665/regis:_la_piattaforma_e_le_iniziative_per_il_pnrr; Cfr. anche https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/Interventi/regis—il-sistema-gestionale-unico-del-pnrr.html

[9] Alla scadenza del bando per l’assegnazione dei finanziamenti, le domande pervenute erano 2.859 per un totale di quasi 3 miliardi, ben più numerose di quelle effettivamente finanziabili con un plafond iniziale di 300 milioni.

[10] Dati relativi alla fascia d’età 3-17 anni elaborati da Istat 2022. Fonte: Save the Children, Atlante dell’infanzia a rischio. Tempi digitali, 2023

[11] Save the Children, Domani (im)possibili. Indagine nazionale su povertà minorile e aspirazioni, 2024

[12] Cfr. Eurostat, https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/sdg_04_10/default/table?lang=en&category=t_educ.t_educ_outc e Istat, Rapporto BES 2023, 2024

[13] Nelle città di Milano, Torino, Aprilia, Bari e Rosarno, Save the Children ha attivato Centri Educativi Fuoriclasse all’interno delle scuole per rafforzare le competenze di base e trasversali degli studenti a rischio dispersione attraverso attività di accompagnamento allo studio e laboratori didattici e con il supporto di strumenti sviluppati in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca. Tra questi c’è, ad esempio, il taccuino digitale, che consente un racconto dell’esperienza di ogni studente, a partire dalle aspettative di ciascuno fino ai risultati raggiunti. Per approfondire: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/progetti/centri-educativi-fuoriclasse

 

 

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