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Sabato 24 marzo contro la cementificazione a Marino

Marzo 22
22:11 2018

L’Assemblea contro la Cementificazione organizza un incontro-dibattito pubblico di aggiornamento sulla situazione riguardante le zone di Mugilla e via Divino Amore di Marino soggette ai piani speculativi di grandi costruttori, come Parnasi, e di società locali.

L’incontro si svolgerà a partire dalle 18.30 di sabato 24 marzo presso il centro sociale Ipò, in via del Giardino Vecchio, a Marino. A seguire ci sarà una cena di autofinanziamento per le spese dell’Assemblea contro la Cementificazione alla quale vi invitiamo a prenotarvi via mail agli indirizzi ipotesi@gmail.com oppure stopcemento@inventati.org

Discuteremo della delibera del consiglio comunale di Marino che sospende in autotutela gli effetti del protocollo di intesa riguardanti il Masterplan approvato nel 2011.

La scorsa settimana c’è stato un incontro con altre associazioni (ADA, Legambiente, Italia Nostra) e l’assessore comunale all’urbanistica che ha chiarito alcuni aspetti del provvedimento appena approvato.

Sostanzialmente, le autorità amministrative locali aspettano un incontro dalla nuova giunta regionale, se mai sarà formata, al fine di negoziare/annullare/revocare il Masterplan.

Questa situazione si trascina di anni e tale delibera era stata annunciata pubblicamente già a luglio 2016 (data di insediamento della nuova amministrazione M5S a Marino) per settembre/ottobre 2016.

C’è quindi, come minimo, un notevole ritardo nello “scoprire” che i soggetti proponenti, tra i quali Ecovillage (Parnasi), DeACapital (De Agostini ed INPS, già Idea Fimit), La Mole 2, Cristina ed altri non hanno dato seguito alla progettazione, al finanziamento e all’esecuzione dei lavori per le famose e discutibilissime opere pubbliche. Era per queste opere pubbliche che la giunta di centro-destra Palozzi si accordò con quella regionale della Polverini per giustificare l’immensa colata di cemento su centinaia di ettari di Agro Romano in zona vincolata, di pregio e in larga parte di interesse per l’ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Già nel 2011 denunciammo l’inganno: non c’è alcun interesse pubblico dietro questa enorme speculazione ma solo la volontà di mettere a rendita un intero quadrante, senza curarsi della viabilità per 12.500 nuovi residenti, senza interesse per le questioni riguardanti la disponibilità di acqua, fogne, servizi pubblici quali scuole, medici di base, ambulatori, pronto soccorso e un’urbanistica che contempli spazi di socialità e di aggregazione.

Anzi, questi ultimi spazi aggregativi ci sarebbero nella visione peggiore di questi palazzinari del terzo millennio: tutti dentro al mega-centro commerciale da 100.000 metri cubi davanti al Gotto d’Oro.
A questo eco-mostro privato servono però molti clienti. Ecco fatto che esso verrebbe allora circondato da 5.000 persone per la Ecovillage e da
3.000 per Mazzamagna in nuove zone residenziali.

Inoltre, a Mugilla i palazzoni di “La Mole 2” e “Cristina” hanno ormai completamente circondato le scuole per l’infanzia “Ciari” e la primaria “Verdi”, così gli oltre 300 bambini e bambine, i loro genitori, i lavoratori e le lavoratrici potranno ammirare perennemente lo scempio, in attesa che 400 nuovi abitanti acquistino le case pubblicizzate su vari quotidiani come immerse in un parco che non esiste più e che non esisterà mai.

Discuteremo anche delle novità per nulla positive che potrebbero portare alla concessione di altri permessi a costruire a Mugilla a favore delle società di cui sopra nonostante le stesse abbiano ottenuto i precedenti permessi senza ottemperare alla normativa sui rilievi dei gas endogeni che pone dei limiti e delle condizioni stringenti per la sicurezza dei lavoratori del cantiere e la progettazione dei palazzi. Proprio in questi giorni alcuni residenti di Cava dei Selci hanno subìto l’evacuazione dalla propria abitazione a causa di gas pericolosi di origine vulcanica e non è la prima volta che capita in queste zone, tanto che la normativa elusa dai costruttori di Mugilla fu elaborata a seguito di diversi casi simili.

Oltre ad aver costruito in assenza del rispetto della determina regionale sui gas endogeni, i palazzinari sono andati in abuso sopra con le altezze consentite ma anche questo potrebbe non bastare per impedire loro di ottenere i permessi per altre 9 palazzine ed arrivare a completare il loro progetto: 17 palazzi totali.

Riteniamo questa vicenda sintomatica dello strapotere dei palazzinari rispetto agli interessi generali della collettività e per tanto la questione andrebbe affrontata non in modo da sistemare meglio la zona costruita che è già adesso carente di una viabilità minima (vedi via
Maroncelli) ma semplicemente non dando seguito ai piani speculativi delle società private.

Dal nostro canto continueremo ad informare la cittadinanza, promuovere iniziative sul territorio e costruire momenti di lotta per evitare che il Masterplan voluto dai costruttori distrugga per sempre la già complessa vivibilità di un intero quadrante a sud di Roma.

Assemblea contro la cementificazione – stopcemento@inventati.orghttp://stopcemento.noblogs.org

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