Fossi in ATAC pignorerei i conti del comune di Roma
E lo si deve solo alla disorganizzazione e alle promesse mancate del duo Marino-Improta. Il sindaco non può pensare di risolvere il problema facendo terrorismo mediatico e confermando con vergognosa nonchalance che il rischio stop bus è reale: ipotesi per altro improponibile essendo un servizio pubblico e quindi essenziale. Nella speranza che questa emergenza finanziaria rientri presto, la mia preoccupazione è che se ne possa ripresentare un’altra in futuro. Poichè il vero nodo è la mancanza di programmazione e di visione strategica del Campidoglio. Il Comune ha troppo volte sottovalutato, se non eluso, i problemi economici di Atac, non mantenendo spesso gli impegni di pagamento con la stessa. Iscrivere in bilancio le somme per il tpl senza poi darli all’azienda, non è certamente la soluzione più indicata per risollevare la liquidità della municipalizzata. Così facendo, però, Atac e Comune hanno perso di credibilità e i fornitori, comprensibilmente, hanno chiesto il pignoramento per ottenere quanto dovuto. Cosa farei se fossi presidente Atac? Richiederei a mia volta il pignoramento dei conti del Comune poiché, tra le questioni più spinose, c’è il mancato trasferimento delle risorse da Roma Capitale all’azienda”. Così il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Mobilità, Adriano Palozzi, intervistato da Radio Roma Capital
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