Daniela Volpi torna a Brescia con la mostra personale “Anime”, dedicata alla figura femminile indagata nella sua essenza più pura e libera dal vincolo dei canoni estetici imposti dalla società contemporanea. L’esposizione di opere, organizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Italiana Mestieri e Arti – ANIMA e curata da Ivan Quaroni, sarà visitabile presso la Sala Mazzotti del Museo Mille Miglia di Sant’Eufemia della Fonte (Brescia) dal 24 gennaio al 2 febbraio, con ingresso libero dalle 10 alle 18. Il vernissage di inaugurazione avrà luogo, alla presenza dell’artista, sabato 25 gennaio alle ore 17.00.
Con la mostra “Anime” l’artista evoca la bellezza più intima e autentica dell’essere umano, scrigno di fragilità ed energie rappresentate nelle dieci opere in catalogo, di cui la metà realizzate appositamente per l’esposizione. La produzione di Volpi è rappresentata da una combinazione di approcci, con opere realizzate esclusivamente con tecnica ad olio alternate ad altre eseguite invece con tecniche miste.
Daniela Volpi mira a dare dignità e gloria al “percepito”, esortando il visitatore a concedersi tempo per fermarsi e riflettere, in modo da favorire un’esperienza di dialogo tra l’osservatore e il dipinto, dove la possibilità di “vedere” realmente l’altro diventa tema centrale. La mostra invita così a esplorare le relazioni personali, spesso complicate da un sempre più diffuso approccio materialistico che ne sveste la sostanza, rendendo l’essere umano non più un mezzo ma un mero fine da raggiungere. Le opere di Volpi, caratterizzate da pennellate larghe e generose, danno vita ai volti femminili che sembrano emergere dalla tela, comunicando emozioni e storie in un’interazione continua tra il sentire interiore dell’artista e quanto viene rivelato dall’opera.
Dopo una lunga esperienza professionale nel campo della pedagogia, Daniela Volpi ha trasformato la passione per l’arte nella sua attività professionale. “La mia formazione pedagogica ha avuto un ruolo determinante nella mia evoluzione artistica. I bambini hanno questa capacità di fermare lo spazio e il tempo, lasciandosi incuriosire dalle piccole cose di cui sanno scoprire l’intrinseca bellezza. Questo processo, questa capacità di osservare in maniera sensibile, assomiglia moltissimo a quanto viene affrontato dall’artista nel corso della propria ricerca.”
L’evoluzione artistica di Volpi può essere descritta attraverso tre parole chiave: curiosità, ricerca e consapevolezza. Inizialmente spinta dalla curiosità e dalla ricerca, oggi l’artista incorpora la consapevolezza come nuova dimensione a guida del suo intento comunicativo. In questo modo, le sue opere veicolano un dialogo profondo che, evolvendo, restituisce forma e colore alle emozioni. |
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